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Settimanale "Viversani e Belli" - 02.07.2010

METTI IN BANCA IL TUO GRASSO

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Metti in banca il tuo grasso

Articolo realizzato con la collaborazione del dott. Roberto Scalco, chirurgo plastico a Roma.

Una novità: conservare il proprio adipe e riutilizzarlo in futuro per volumizzare

Arriva dall'ultimo congresso nazionale di medicina e chirurgia estetica tenutosi a Roma, la notizia del "banking" del grasso, cioè della conserazione in apposite banche di parte dell'adipe in eccesso, o meglio delle staminali in esso contenute. Perché conservarlo? Gli esperti assicurano che si può utilizzarlo per scopi estetici (per riempire rughe o altro), anche se, al momento attuale, in Italia si può solo "mettere in banca il grasso, ma non lo si può ancora utilizzare una volta scongelato.

 

E' un filler naturale

In ambito estetico il grasso si usa per il lipofilling, che consiste nel prelievo del tessuto adiposo da aree del corpo che ne sono particolarmente ricche (come i fianchi), per essere iniettato in altre zone a scopo volumizzante. Il termine lipofilling è composto dalle parole lipo (grasso) e filler, che sta ad indicare tutti i materiali di riempimento che vengono iniettati sotto la pelle. Nel caso del viso è utilizzato come antietà contro rughe e perdita di tono, quanto al corpo è impiegato sul seno e sui glutei, anche al posto delle protesi, per aumentarne il volume. Il grasso prelevato dalla stessa persona che effettua il "ritocco" ha il pregio di essere un materiale naturale del tutto "compatibile", quindi senza rischi di rigetto o reazioni allergiche, ma ha il "difetto" di essere progressivamente assorbito dall'organismo, rendendo necessari ulteriori ritocchi a distanza di qualche tempo.

 

Una nuova tecnica per congelarlo

Fino a oggi non esisteva un metodo sistematico e affidabile di conservazione del grasso in modo da poterlo utilizzare per successivi impianti. Attualmente, invece, grazie a una nuova tecnica che congela il tessuto adiposo, opportunamente trattato in vapori di azoto liquito a 196 gradi sotto zero, si può conservarlo anche per anni. In realtà, ad essere congelate sono le cellule staminali presenti nel grasso, che vengono estratte dal tessuto prima di essere "ibernate". Quando è necessario ricorrere ad un successivo impianto di tessuto adiposo, le staminali vengono scongelate e sottoposte ad uno speciale trattamento che le trasforma in adipociti, cioè in cellule di grasso adulte, reiniettabili dove serve.

 

Perché si agisce sulle cellule staminali

Le cellule staminali contenute nel grasso sono multipotenti, cioè in grado di dare origine a molti tipi di cellule. In passato non si era in grado di selezionarle e attivarle, affinché potessero generare in maniera controllata nuovo tessuto adiposo e nuovi vasi sanguigni. Oggi, invece, esiste una nuova tecnica, nata in California al fine di utilizzare il grasso per ricostruire il seno a donne colpite da tumore che, con un particolare macchinario, permette di scegliere e rendere attive le staminali del tessuto adiposo, favorendo non solo un aumento del grasso prelevato, se necessario, ma rendendolo più ricco di vasi sanguigni e, quindi, meno riassorbibile (10-20% contro il 50-70% del lipofilling tradizionale), in modo da ottenere un ritocco duraturo e senza rischi di rigetto.

 

I vantaggi dello stoccaggio

La conservazione delle cellule staminali del grasso in specifiche banche offre la possibilità di sottoporsi a lipofilling (cioè l'iniezione di tessuto adiposo dove serve) anche se si è magri e, soprattutto, permette di avere una scorta di filler (materiale di riempimento, in questo caso di grasso), gratuito e naturale per eventuali interventi da pianificare dopo anni, con un risparmio di tempo e costi. Per esempio, ci si può sottoporre al prelievo in un momento della vita in cui si ha effettivamente tessuto adiposo in eccesso, anche se non si vuole procedere subito a un lipofilling. Non solo, il fatto di poter utilizzare le cellule staminali del grasso, trattate con il nuovo macchinario, permette di aumentare il tessuto adiposo e poi conservarlo, cioè prelevare anche una quantità di adipe modesta (50 grammi) nel caso, per esempio, di persone magre, e amplificarla in laboratorio fino a 500 grammi. Al momento, lo scopo principale della conservazione in banca delle staminali da tessuto adiposo resta quello estetico. Teoricamente, però, proprio perché, se programmate adeguatamente, possono dare origine a diversi tipi di cellule, in futuro non è escluso un loro impiego anche per funzioni di cura.

 

I costi del servizio

Per la conservazione del grasso è necessario rivolgersi all'estero. Attualmente sono poschissimi i medici che prelevano il grasso per lo stoccaggio, anche perché in Italia non è ancora possibile riutilizzarlo. E' bene, quindi, affidarsi a chirurghi plastici ed estetici di provata professionalità. I costi di conservazione per cinque anni si aggirano intorno ai 950 euro, a cui ne vanno aggiunti altri 100 per ogni ulteriore anno. Se il grasso, prima di essere congelato, viene anche ampliato, i prezzi aumentano, arrivando fino a 4.000 euro.

 

Come si svolge il lipofilling classico

In genere il lipofilling si svolge in un'unica seduta. In anestesia locale si praticano piccole incisioni in cui si inseriscono delle cannule per aspirare il grasso in eccesso dove serve. Alla fine si applicano piccoli punti di sutura. Il tutto dura circa mezz'ora. L'adipe prelevato (500-600 grammi per l'aumento del seno, 30-50 g per i ritocchi al viso) viene trattato con speciali macchinari, e poi reinserito dove si vuole aumentare il volume con piccole iniezioni, sempre in anestesia locale, in 20-30 minuti circa. E' evidente che operando nella stessa seduta, è necessario avere grasso nella quantità necessaria e disporne nell'immediato.

 

A chi è sconsigliato

Il lipofilling non presenta particolari controindicazioni se si tratta di filler per il viso, mentre per il seno non è consigliato in presenze di malattie genetiche e autoimmuni (determinate da un'anomala risposta del sistema di difesa dell'organismo). L'innesto di grasso può dare luogo a microcalcificazioni, non pericolose, ma che potrebbero essere confuse con noduli tumorali (anche se i radiologi sanno distinguere). Va evitato nelle giovanissime, mentre può essere utilizzato anche in donne di età avanzata. Se il prelievo di grasso viene fatto durante una liposuzione le controindicazioni sono le stesse di ogni altra operazione chirurgica (problemi a cuore, fegato, reni, diabete e disturbi vascolari).

 

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